Paideutika

Cosa vuol dire Paideutika?
Letteralmente essa è la menzione al plurale dell’aggettivo verbale derivato dal greco paideuo (istruisco, educo, formo), da cui anchepaideia (educazione, cultura, istruzione, conoscenza). Per cui Paideutika nomina tutto ciò che ha a che fare con la formazione dell’uomo.
Così Paideutika intende sviluppare una critica serrata delle pratiche di assoggettamento formativo a partire esattamente dal nesso formazione/cultura. E di farlo nel segno di una tradizione fenomenologica che, con accentuata attenzione esistenziale, non potrà che immergersi nelle infinite forme della vita di cultura – dalla filosofia alle scienze umane, dall’arte alla letteratura, dalle scienze sociali e politiche a quelle dell’educazione – per rivendicare, oggi, l’urgenza di un pensiero radicale. Un pensiero capace di reagire, con metodo decostruttivo, alla confortevole e levigata illibertà che sempre si annida nelle formule retoriche ed edificanti del pedagogismo corrente.

 

Rivista fondata da
Antonio Erbetta

Direttore responsabile
Elena Madrussan

Paideutika (ISSN 1974-6814) è una Rivista scientifica semestrale classificata in fascia “A” dall’ANVUR nel 2012.

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Comitato Scientifico

Miguel Benasayag (Université de Lille 3)
Gabriella Bosco (Università di Torino)
Malte Brinkmann (Humboldt Universität, Berlin)
Massimo Canevacci (Univesidade Federal Santa Catarina, Florianopolis, Brasil)
Mauro Carbone (Université Jean-Moulin Lyon 3)
Philippe Forest (Université de Nantes)
Enrica Lisciani Petrini (Università di Salerno)
Fabio Merlini (IUFFP, Switzerland)
Marco Revelli (Università del Piemonte Orientale)
Enrico Testa (Università di Genova)

Comitato di Redazione

Silvano Calvetto (Università di Torino – Segreteria)
Germana Berlantini  (Università di Trento)
Gianluca Giachery (Università di Torino – Segreteria)
Grazia Massara (Università di Torino)
Irene Papa (Università di Roma Tor Vergata)

I contributi da sottoporre alla Rivista vanno inviati all’indirizzo rivista@paideutika.it dopo aver preso visione degli Scopi della Rivista e del Codice etico, che si ispira alle Ethical Guidelines del C.O.P.E..
Non saranno prese in considerazione le proposte che non rispettino le seguenti indicazioni editoriali.
È disponibile il seguente modello.

La Rivista semestrale Paideutika. Quaderni di formazione e cultura è stata fondata da Antonio Erbetta nel 2005 e da allora pubblica regolarmente due numeri l’anno. Promuove la cultura pedagogica nell’ambito dei nessi tra formazione e cultura, nel segno della tradizione di matrice fenomenologico-esistenziale e critico-decostruttiva.
Su Paideutika sono accolti studi e ricerche che, con rigore scientifico, affrontino il nesso formazione/cultura nelle sue diverse declinazioni per rivendicare, oggi, l’urgenza del lavoro culturale come impegno radicale di comprensione del nostro tempo.
Paideutika accoglie contributi di ambito teorico-pedagogico, storico-pedagogico, metodologico-educativo e nelle discipline correlate e vicine che propongano temi e studi d’interesse educativo.
Paideutika organizza la sua attività di promozione e diffusione scientifica con la pubblicazione di numeri monografici e non.
Paideutika utilizza il sistema di valutazione a doppio cieco.
Fanno parte dei criteri di valutazione: interesse e congruenza con gli scopi della Rivista, originalità, rigore scientifico, sviluppo, coerenza e chiarezza delle argomentazioni, presenza della letteratura critica sull’argomento.
Paideutika garantisce al processo di double-blind peer-review tempi congrui e riservatezza.
L’elenco dei Revisori viene aggiornato costantemente e reso pubblico.
Paideutika non sottopone a peer-review esclusivamente l’Editoriale, le Rubriche “Oggi un filosofo” e “Archivio della memoria”, le Recensioni.
I volumi da recensire sono scelti dalla Redazione. I volumi pubblicati dai componenti della Direzione e della Redazione non vengono recensiti da Paideutika.

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Paideutika non sottopone a peer-review esclusivamente l’Editoriale, le Rubriche “Oggi un filosofo” e “Archivio della memoria”, le Recensioni, trattandosi di contributi molto brevi, di carattere descrittivo/illustrativo.
I volumi da recensire sono scelti dalla Redazione. I volumi pubblicati dai componenti della Direzione e della Redazione non vengono recensiti da Paideutika.

“Paideutika. Quaderni di formazione e cultura” n. 30

Focus: Spazi e infanzie
a cura di Silvano Calvetto

Uscita prevista: Dicembre 2019
Termine presentazione proposte: 30 Aprile 2019
Primo esito valutazione: entro 15 Luglio 2019
E-mail alla quale inviare le proposte: rivista@paideutika.it

Gli spazi dell’educazione, siano essi intesi come dimensione materiale entro la quale prende corpo il processo educativo oppure come riferimento simbolico in grado di mostrarne le sue istanze più profonde, hanno sempre rappresentato una questione di grande interesse sotto il profilo pedagogico, un punto d’osservazione privilegiato per cogliere, di quel processo, alcune sue decisive peculiarità. Per il loro tramite, infatti, vengono veicolati pratiche e modelli che restituiscono, ora in modo esplicito ora in modo implicito, un certo modo di pensare ed agire l’educazione stessa, evidenziandone il suo carattere affatto neutrale, piuttosto come ambito di scelte che fanno riferimento a orizzonti etici, culturali e politici differenti e a volte anche conflittuali. L’organizzazione e la predisposizione degli spazi entro i quali si compie il processo educativo, risponde sempre ad una intenzionalità pedagogica che è necessario comprendere nei suoi dinamismi per poterne decifrare la sua portata di senso, tanto in relazione alle sue aperture critiche ed emancipative quanto alle sue chiusure regressive ed autoritarie.

L’idea di questo focus è quindi quella di concentrare l’attenzione sul tema degli spazi guardando in modo specifico all’infanzia: alle sue rappresentazioni sociali, ai processi culturali che ne definiscono confini e identità, ai modi attraverso i quali essa viene educata in vista del suo inserimento nella realtà sociale, ma anche ai percorsi di resistenza che si vengono a manifestare nei confronti degli aspetti omologanti e conformistici che sempre caratterizzano i processi educativi. Farlo a partire da una pluralità di sguardi critici che tengano conto tanto dell’attualità di senso del problema quanto della dimensione storica che lo attraversa, può essere utile a restituire la complessità del fenomeno nelle sue molteplici sfaccettature, nella consapevolezza che riflettere sugli spazi entro i quali viene educata l’infanzia resta questione di primaria importanza non solo per chi, a vario titolo, si occupa di educazione e formazione, ma per chiunque abbia a cuore le sorti della nostra società e del ruolo che vi rivestono gli individui.

Non saranno prese in considerazione proposte non rispondenti alle indicazioni editoriali.
Non saranno prese in considerazione proposte pervenute oltre la scadenza.
Si raccomanda di prendere visione delle policies della Rivista.

Hanno collaborato come Revisori

Emanuela Abbatecola (Università degli Studi di Genova, Dip. di Scienze della Formazione);  Orietta Abbati (Università degli Studi di Torino, Dip. di Lingue e Letterature Straniere e Culture Moderne); Giuseppe Annacontini (Università del Salento, Facoltà di Scienze della Formazione, Scienze Politiche e Sociali); Francesca Antonacci (Università di Milano-Bicocca, Dip. di Scienze Umane per la Formazione “Riccardo Massa”); Pierangelo Barone (Università di Milano-Bicocca, Dip. di Scienze Umane per la Formazione “Riccardo Massa”); Germán Abraham Becerra Romero (Universidad Autónoma Metropolitana, Unidad Iztapalapa, Ciudad de México); Paolo Bertinetti (Università degli Studi di Torino, Dip. di Lingue e Letterature Straniere e Culture Moderne); Carmen Betti (Università di Firenze, Dip. di Scienze della Formazione e Psicologia); Serena Billitteri (Università degli Studi di Cassino e del Lazio meridionale, Dip. di Lettere e Filosofia); Gaetano Bonetta (Università degli Studi di Catania, Dip. di Scienze della Formazione); Elvira Bonfanti (Università degli Studi di Genova – Polo di Imperia; Fondazione Carlo Felice – Genova); Michele Borrelli (Università degli Studi della Calabria, Dip. di Studi Umanistici); Gabriella Bosco (Università degli Studi di Torino, Dip. di Lingue e Letterature Straniere e Culture Moderne); Elsa Maria Bruni (Università degli Studi “G. D’Annunzio” Chieti-Pescara, Dip. di Scienze Filosofiche, Pedagogiche ed Economico-Quantitative); Giuseppe Burgio (Università “Kore” di Enna, Fac. di Studi classici, linguistici e della formazione); Antonella Cagnolati (Università di Foggia, Dip. di Studi umanistici, Lettere, Beni culturali, Scienze della Formazione); Franco Cambi (Università degli Studi di Firenze, Dip. di Scienze della Formazione e Psicologia);  Massimo Canevacci (Universidade Federal Santa Catarina, Florianopolis, Brasil; Università di São Paulo, Istituto di Studi Avanzati, Brasile); Carlo Cappa (Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”, Dip. di Storia, Patrimonio Culturale, Formazione e Società); Paola Carmagnani (Università di Torino, Dip. di Lingue e Letterature Straniere e Culture Moderne); Laura Cavana (Università di Bologna, Dip. di Scienze dell’Educazione “Giovanni Maria Bertin”); Piero Ceccucci (Università degli Studi di Firenze, Dip. di Lingue, Letterature e Studi Interculturali); Enza Colicchi (Università degli Studi di Messina, Dip. di Civiltà Antiche e Moderne); Mino Conte (Università degli Studi di Padova, Dip. di Filosofia, Sociologia, Pedagogia e Psicologia Applicata); Mariagrazia Contini (Università degli Studi di Bologna, Dip. di Scienze dell’Educazione “Giovanni Maria Bertin”); Marco D’Arcangeli (Università degli Studi dell’Aquila, Dip. di Scienze Umane); Silvia Demozzi (Università degli Studi di Bologna, Dip. di Scienze dell’Educazione “Giovanni Maria Bertin”); Giancarlo Depretis (Università degli Studi di Torino, Dip. di Lingue e Letterature Straniere e Culture Moderne); Vasco D’Agnese (Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli”, Dipartimento di Psicologia); Irene De Angelis (Università di Torino, Dip. di Lingue e Letterature Straniere e Culture Moderne); Maurizio Fabbri (Università degli Studi di Bologna, Dip. di Scienze dell’Educazione “Giovanni Maria Bertin”); Rita Fadda (Università degli Studi di Cagliari, Dip. di Pedagogia, Psicologia, Filosofia); Roberto Farné (Università degli Studi di Bologna, Dip. di Scienze dell’Educazione “Giovanni Maria Bertin”); Massimiliano Fiorucci (Università degli Studi di Roma Tre, Dip. di Scienze della Formazione); Dario Forti (Ariele, Associazione psicosocioanalisti); Mario Gennari (Università degli Studi di Genova, Dip. di Scienze della Formazione); Antonio Genovese (Università degli Studi di Bologna, Dip. di Scienze dell’Educazione “Giovanni Maria Bertin”); Paolo Levrero (Università degli Studi di Genova, Dip. di Scienze della Formazione); Enrica Lisciani Petrini (Università degli Studi di Salerno, Dip. di Scienze Umane, Filosofiche e della Formazione); Isabella Loiodice (Università degli Studi di Foggia, Dip. di Studi Umanistici. Lettere, Beni Culturali, Scienze della Formazione); Michele Lorè (Università Niccolò Cusano); Sara Magaraggia (Università degli Studi di Padova, Dip. di Filosofia, Sociologia, Pedagogia e Psicologia Applicata); Raffaele Mantegazza (Università degli Studi di Milano Bicocca, Dip. di Medicina e Chirurgia); Mariagrazia Margarito (Università degli Studi di Torino, Dip. di Lingue e Letterature Straniere e Culture Moderne); Alessandro Mariani (Università degli Studi di Firenze, Dip. di Scienze della Formazione e Psicologia); Francesco Mattei (Università degli Studi di Roma Tre, Dip. di Scienze della Formazione); Maria Isabella Mininni (Università degli Studi di Torino, Dip. di Lingue e Letterature Straniere e Culture Moderne); Riccardo Morello (Università degli Studi di Torino, Dip. di Lingue e Letterature Straniere e Culture Moderne); Paolo Mottana (Università degli Studi di Milano Bicocca, Dip. di Scienze Umane per la Formazione “Riccardo Massa”); Cristina Palmieri (Università di Milano-Bicocca, Dip. di Scienze Umane per la Formazione “Riccardo Massa”), Anna Maria Passaseo (Università degli Studi di Messina, Dip. di Civiltà Antiche e Moderne); Dora Sales (Universitat Jaume I, Castelló de la Plana, Department of Translation and Communication); Roberto Santoro (Università di Torino); Daniela Sarsini (Università degli Studi di Firenze, Dip. di Scienze della Formazione e Psicologia);  Gabriele Scaramuzza (Università degli Studi di Milano, Dip. di Filosofia); Gilberto Scaramuzzo (Università degli Studi di Roma Tre, Dip. di Scienze della Formazione); Vincenzo Schirripa (Università LUMSA, Roma, Dip. di Scienze Umane); Furio Semerari (Università “Aldo Moro”, Bari, Dip. di Studi Umanistici), Gabriella Seveso (Università di Milano-Bicocca, Dip. di Scienze Umane per la Formazione “Riccardo Massa”); Chiara Simonigh (Università degli Studi di Torino, Dip. di Lingue e Letterature Straniere e Culture Moderne); Giancarla Sola (Università degli Studi di Genova, Dip. di Scienze della Formazione); Hans-Christian Stillmark (Universität Postdam, Philosophische Fakultät); Massimiliano Stramaglia (Università di Macerata, Dip. di Scienze della Formazione, dei Beni Culturali e del Turismo); Massimiliano Tarozzi (Università degli Studi di Bologna, Dip. di Scienze per la Qualità della Vita); Maria Tomarchio (Università degli Studi di Catania, Dip. di Scienze della Formazione); Aldo Trucchio (University of Geneva, Genève, Department of Modern French Language and Literature); Javier Vidargas (Instituto de Mediación de Mexico); Ignazio Volpicelli (Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”, Dip. di Storia, Patrimonio Culturale, Formazione e Società).

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