Forme per pochi, lingua per tutti. Da Victor Hugo a Verdi-Piave

Autore: Pellegrini Luciano

 

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1.99

ABSTRACT

 

Questo articolo vuole essere un contributo alla storia linguistica comparata del francese e dell’italiano, a partire dal confronto tra la lingua di Hernani di Victor Hugo (1830) e il libretto dell’Ernani di Verdi scritto da Francesco Maria Piave (1844). Il confronto richiama il luogo comune del ‘ritardo’ linguistico dell’italiano sul francese. L’italiano dell’opera romantica e lo style noble – la dizione sei-settecentesca che Hugo bersaglia – hanno evidenti tratti in comune. Tuttavia essi non devono essere sovrapposti. In questo articolo viene sottolineato ciò che separa l’italiano conservativo di Piave dal classicista style noble. Evidenziarne le differenze porta appunto a rimettere in questione l’idea stessa del ritardo italiano. La prospettiva viene poi allargata, dal confronto stilistico e lessicale alla storia della lingua tout court e alla dimensione politica di essa. L’attenzione è posta allora sul rapporto tra la lingua poetica dei due testi e l’elaborazione di una lingua standard nazionale. Da una parte, viene relativizzata l’idea della prossimità del francese di Hugo al francese standard. Ricordando come il francese nazionale fosse ancora in formazione, e studiando le idee di Hugo sulla lingua, viene considerato il ruolo performativo e democratico delle sperimentazioni del poeta. Dall’altra parte, ci si interroga sul significato dell’iperletterarietà dell’italiano del libretto, evidenziandone la posizione paradossale: iperletterario e insieme popolare, pronunciato dalla bocca di tutti mentre l’idioma nazionale aspettava ancora la Nazione. L’ampia diffusione del melodramma ha conferito infatti alle forme elitiste del libretto una funzione democratica. I cultismi popolari dell’Ernani hanno così “fatto nazione” mezzo secolo prima che l’italiano poetico smettesse di presentarsi come una lingua speciale estranea alla vita di tutti giorni, dell’Italia unita.

The paper aims to contribute to the comparative linguistic history of French and Italian through the comparison between the language of Hernani by Victor Hugo (1830) and the libretto of Ernani by Verdi written by Francesco Maria Piave (1844). This comparison recalls the biases regarding the linguistic ‘delay’ of Italian language over French language. The Italian poetic language in the Romantic opera and the style noble (the seventeenth-andeighteenth-
century poetic diction that Hugo intends to overcome in his work) have many features in common. However, they should not be overlapped. This paper highlights what separates Piave’s conservative Italian from the classicist style noble. Stressing the differences between them leads to questioning the idea of Italian delay itself. The perspective is then widened from stylistic and lexical comparison to the history of the language tout court and the political dimension of it. The focus is therefore on the relationship between the poetic language of the two texts and the elaboration of a national standard language. On one hand, the idea of the proximity of Hugo’s French to a national standard French (which was still in formation) is questioned and the performative and democratic role of the poet’s writing experiments is analyzed also considering Hugo’s ideas on language. On the other hand, the paradoxical aspects of the ‘hyper-literary’ Italian of the libretto need to be underlined as well as its wide circulation in a context in which the national Italian language was still waiting for the Nation. This circulation gave a democratic function to the elitist forms of the libretto, and that occurred fifty years before the Italian poetic language stopped presenting itself as a special language far from everyday life.

 

Collana

Anno di Pubblicazione

Dimensioni

170 mm x 240 mm

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