Polis, demos, paideia Un confronto tra Hannah Arendt e Cornelius Castoriadis

Autore: Giachery Gianluca

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Il confronto tra due pensatori, apparentemente distanti, quali Hannah Arendt e Cornelius Castoriadis permette di evidenziare uno snodo della teoria politica contemporanea, che riguarda anche l’educazione nel suo stretto e complesso legame con la società e le sue istituzioni. Sia Arendt che Castoriadis hanno sempre posto attenzione all’evoluzione della filosofia politica in rapporto all’attività germinale del pensiero greco antico, con particolare riferimento a Platone ed Aristotele. Se, da un lato, Arendt elabora la sua attenzione per il sociale-storico a partire da opere quali Le origini del totalitarismo (1951) e Vita Activa (1958), ridefinendo, di fatto, i confini della discussione intorno al significato e alle categorie del “politico”; Castoriadis, d’altro canto, attraverso i saggi comparsi in “Socialisme ou Barbarie” tra il 1948 e il 1967 e la pubblicazione de L’istituzione immaginaria della società (1975), fa emergere nella relazione tra istituito e istituente uno dei punti di attrito più contraddittori tra l’apparato normativo della società e l’attività trasformativa simbolica. Pur permanendo delle differenze sostanziali tra i due pensatori, il saggio cerca di mettere in evidenza gli aspetti critici e innovativi della loro riflessione, con particolare attenzione alla funzione sociale dell’individuo nel suo rapporto con la collettività.

Parole chiave: autonomia, eteronomia, partecipazione, polis, nomos, istituzione

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Anno di Pubblicazione

Dimensioni

145 mm x 210 mm

Lingua

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